Data pubblicazizone: 20/12/2009

MEZIERES

Nel 1947, una fisiokinesi-terapeuta, Francoise Mézières (1909-1991), dopo anni di applicazioni e verifiche, fissò un’importante scoperta scientifica che rovesciava i principi della rieducazione. 

Pubblica le sue teorie rivoluzionarie nel testo "Rivoluzione in ginnastica ortopedica: cause e trattamento delle deviazioni vertebrali e algie di origine muscolare" che divenne la prima pietra di una tecnica di kinesis terapia rivoluzionaria, conosciuta ai posteri come “Méthode Mézières”.

Con questo lavoro inizia la messa in discussione ufficiale di tutta la ginnastica vigente e delle terapie dei dismorfismi

La sua rivoluzione è rappresentata da alcune considerazioni, la prima è che i muscoli posteriori si comportano come un solo muscolo, dal piede al cranio: sono una catena di singoli legati in una unità. 

Anche i numerosissimi muscoli poliarticolari della colonna sono intricati tra loro, come se si sovrapponessero come le tegole di un tetto, formando una catena muscolare, per cui dedusse che i numerosi muscoli dorsali si comportano come un singolo muscolo.

A causa dello sforzo quotidiano per opporsi alla gravità i muscoli sono sempre troppo tonici, rigidi e corti. Vanno dunque sempre stirati e non rinforzati. 

La seconda osservazione è quindi una conseguenza della prima, perché è a causa dell’organizzazione dei muscoli in catene che il tono muscolare dei vari segmenti adiacenti tra loro si somma, per cui le continue contrazioni concentriche della muscolatura posteriore, fanno risultare questi muscoli troppo forti e troppo corti. 

Francoise Mézières sosteneva che, in tanti anni di esperienza professionale, non aveva mai visto una patologia la cui causa (a parte le fratture nelle patologie congenite) non fosse dovuta ad un eccesso di tensione della muscolatura posteriore.

Osservato che le catene muscolari si comportano in modo caratteristico, infatti qualsiasi azione localizzata sia in allungamento che in accorciamento provoca istantaneamente un accorciamento dell'insieme della muscolatura, fece seguire una serie di esperimenti sui pazienti che portò alla terza importante deduzione e cioè che non serve stirarli settorialmente poiché la tensione "viaggia" lungo la catena e semplicemente si sposta altrove, quindi qualsiasi modificazione della lunghezza di un elemento del sistema muscolare produce una trazione sulle inserzioni prossimali dell'elemento successivo. 

Tutto questo oltre a rafforzare le sue tesi confermò l'inutilità del lavoro segmentario.

Il quarto punto è una diretta conseguenza dell'orientamento inserzionale dei muscoli, le loro inserzioni non sono infatti rettilinee ma oblique. In base alla loro obliquità hanno un effetto di latero-flessione e di rotazione. 

Normalmente per ogni muscolo si ricorda la sua direzione di lavoro prevalente, ma i muscoli poliarticolari svolgono dei movimenti pluridirezionali, sono flessori in senso anteriore o posteriore, sono lateroflessori e sono rotatori interni ed esterni. 

Queste azioni si sostituiscono le une alle altre, quindi quando ne viene impedita una si manifesta l'altra. E' dunque di fondamentale importanza nella correzione posturale considerare la triplice funzione dei muscoli.

Come quinta analisi che chiude il cerchio dell’anteprima Mézières, la fisioterapista osserva che qualsiasi messa in tensione della catena posteriore provoca la rotazione interna degli arti e il blocco del diaframma in inspirazione. Il diaframma è il principale imputato nella lordosi. 

Durante un qualsiasi sforzo o per un allungamento, un dolore, il soggetto si blocca in fase di inspirazione con conseguente blocco del diaframma. 

E' fondamentale mobilizzare il diaframma nell’espirazione, perché se non si riesce a liberare la respirazione, risulta vano qualsiasi allungamento delle catene muscolari. Il diaframma è un muscolo che lavora in maniera continua è quindi super allenato e mai debole. 

Ancora oggi si cerca di risolvere il problema attraverso una rieducazione del diaframma. La soluzione di questo problema si ottiene invece con la liberazione delle strutture proprie del diaframma e di quelle a distanza che gli impediscono di funzionare liberamente.

Come avete compreso, per Francoise Mézières, molti dolori vengono dall’accorciamento della muscolatura dorsale che, per via di tensioni e stress, perdono la capacità di rilassarsi. 

L’abitudine a tale stato di tensione ha il potere di modificare la postura che diventa origine di mal di schiena o dolori alla testa o alle articolazioni. Il metodo Mézières tende a sciogliere, allungare e ammorbidire i muscoli restituendo al corpo la sua naturale mobilità.

Il programma Cruisin’ Mézières ispirato dal metodo della fisioterapista francese Francoise Mézières e modellato per Cruisin' da Luca Perini per le attività di gruppo nei club fitness&wellness, rivolto alle istruttrici ed istruttori, è funzionale per tutti i disturbi della schiena come lombalgie, cervicalgie, scoliosi, dolori alle spalle e agli arti, alla stanchezza continua, al senso di ansia ed alle cefalee. 

Efficace nella prevenzione dei dolori invalidanti di certe lombalgie, i colpi della strega e le contratture antalgiche. E’ ideale per rimodellare la linea e migliorare la postura.

Il metodo si traduce in sedute di almeno 1 ora, ma è auspicabile di più, nelle quali i praticanti vengono messi in una posizione, "postura" di stiramento globale che evidenzia gli squilibri. Segue un lavoro di eliminazione dei compensi e un lavoro isometrico eccentrico di allungo degli agonisti e rinforzo degli antagonisti.

Regina della situazione è l'espirazione, precisa, controllata, senza tensione diaframmatica.

Il metodo è  particolarmente impegnativo sia fisicamente sia per l'infinito corollario di comandi e controlli che la persona deve gestire in simultanea.

Per questo molti mezieristi oggi hanno introdotto delle modifiche e sono coadiuvati da uno o più colleghi.

Françoise Mézières muore il 17 Ottobre 1991, all’età di 82 anni. Oltre all’enorme dispiacere dei suoi cari e dei suoi allievi, è il vasto mondo della fisiochinesiterapia che da quel giorno rimane orfano di un personaggio di grande spessore scientifico ed umano. 

Era nata ad Hanoi, nel 1909, figlia dell'addetto all'Ambasciata di Francia. Una bambina difficile, fragile, dislessica e soggetta a terapie. 

Nel 1918 la famiglia rientra in Francia e lei completa gli studi nel 1937 diplomandosi in kinesiterapia presso l' Ecole Francaise d'Hortopedie, scuola in cui resta ad insegnare. 

E’ nel 1947, quando insegnava anatomia e ginnastica medica alla Scuola Francese di Ortopedia e di Massaggio a Parigi, che Françoise si sofferma su una paziente ammalata di ipercifosi (accentuazione della curvatura della colonna vertebrale con convessità posteriore, dovuta a malformazione delle vertebre ed a forza insufficiente dei muscoli e dei legamenti della colonna vertebrale), l’attenta e puntigliosa osservazione, qualche tempo dopo, diede vita alla più sconvolgente rivoluzione della storia della fisiochinesiterapia.

Dal 1949 Françoise Mézières proclama, in modo provocatorio, la sua scoperta, affermando “non tutto è lordosi” (curvatura delle vertebre che si evidenzia con una convessità anteriore). 

Sul filo degli anni che seguirono, si aggiunsero ulteriori informazioni, ulteriori leggi si misero in evidenza dando vita ad una nuova tecnica, rudimentale all’inizio, ma di sorprendente efficacia terapeutica. Non avendo trovato di meglio Françoise decise di dare il suo nome al metodo. 

Gli accademici della medicina francese, come avviene spesso in questi casi, non accolsero con disponibilità questa scoperta e tanto meno il suo inventore, come sarebbe stato corretto ed auspicabile.

All’inizio e durante i lunghi anni a venire, Françoise Mézières fu semplicemente ignorata ed in certe occasioni addirittura avversata con grande accanimento da una casta di terapeuti “miopi” che vedevano in lei soltanto un pericolo e nella sua teoria una condannabile eresia. 

D’altra parte se la teoria del “metodo Mézières” si fosse rivelata esatta, avrebbe rappresentato un’occasione in più nel panorama delle terapie del corpo e contestualmente reso obsolete e superate le terapie allora praticate, contestando la dottrina classica.

In più, non utilizzando nessun materiale, ma richiedendo sedute individuali faticose e lunghe, questa teoria non interessava né gli industriali, né i commercianti e nemmeno un buon numero di terapeuti poco inclini ad abbandonare le comodità delle tecniche meccaniche a favore di una metodologia esigente e delicata.

Davanti a queste reazioni di totale rigetto, Françoise Mezieres conservava la serenità delle persone che hanno preso coscienza della correttezza del proprio lavoro ed era viva in lei la certezza che la verità, anche se scomoda, avrebbe prima o poi sconfitto il muro di gomma dei colleghi conservatori. 

Per quasi trent'anni lotterà contro tutte le possibili ostilità degli ambienti ufficiali, finché nel 1974 si ritira a Saint-Mons, nel Gers, dove struttura una scuola per terapisti. Si associa poi con un allievo, Philippe Emmanuel Souchard, mentre il metodo si impone, allargandosi a tutta l'Europa. 

Nel 1983 si rompe il sodalizio con Souchard e lei si trasferisce a Milly-la-Forêt. Nel 1984 pubblica "Originalità del metodo Meziérès".

La notorietà del suo metodo si fissò, lentamente, come una macchia d’olio, pubblicizzandosi da solo attraverso gli stessi ammalati. In seguito uscì il libro di Thérèse Bertherat “Il corpo ha le sue ragioni” e Françoise Mézières si ritrovò proiettata nelle lusinghe e nella massima considerazione, non si parlava d’altro che del suo metodo, attraverso passaggi radio, attraverso molteplici apparizioni televisive, addirittura decorata della legione d’onore. 

A questo punto, come spesso accade,  il suo metodo venne plagiato da allievi fantasiosi e da alcuni terapeuti non onesti, appoggiandosi al suo nome e falsificando i suoi insegnamenti. Tutto questo le provocò tanta amarezza che l’accompagnò negli ultimi anni della sua vita.

Ad oggi la sua metodologia, non è una pubblicazione salutistica, non è un metodo di rimessa in forma, non è una terapia di fisiokinesi che parla di “catene muscolari”, di allungamento o di postura globale, ma è un insieme di nozioni che esistono da sempre e che sempre esisteranno. Il dramma è che, nonostante tutto, sia ancora così poco
pubblicizzato che una donna si sia battuta per introdurre queste nozioni, nozioni di cui nessuno prima di lei aveva mai parlato, contro il potere dei cattedratici, degli industriali e di tutti coloro che ostacolano la ricerca per scopi egoistici e venali.

Françoise Mézières ha lavorato per tutta la sua vita con accanimento perché la sua verità fosse conosciuta inizialmente e riconosciuta in futuro. 

Ha difeso la sua verità, a volte con ferocia, contro gli inevitabili inopportuni che pretendevano di migliorarla o di insegnarla anche se non ne erano capaci, colpevoli ai suoi occhi di non averla approfondita ma piuttosto di averla snaturata.

Alla sua scomparsa si determinò una situazione di totale anarchia. Una della persone a lei più vicine, Michaël Nisand, che aveva avuto il privilegio di lavorare a stretto contatto con lei per lunghi anni, decise di tentare di salvare i contenuti del messaggio scientifico della sua maestra, creando un insegnamento il più vicino possibile a quello di Françoise Mézières. 

Su iniziativa del Professor Michel Jesel, Professore di Rieducazione Funzionale e di Christian Callens, direttore dell’Istituto di Formazione in Masso Kinesi Terapia del CHRU di Strasburgo, questo insegnamento integrò la prestigiosa Università di Scienze “Luis Pasteur” di Strasburgo. 

I tre ispiratori di questo progetto ottennero la creazione di un diploma universitario, e decisero inoltre di dare al metodo una nuova denominazione, “la ricostruzione posturale”.

Questa definizione (depositata all’ INPI), venne decisa per molteplici ragioni:
-   perché tutti gli studenti che avevano seguito con successo questo corso universitario, potessero distinguersi fra il corpo medico di coloro che si auto proclamavano “mezieristi”,
-   perché non c’è nessuna scienza che non cerchi di distaccarsi dal nome del suo inventore
-   la personalità carismatica di Françoise Mézières aveva attribuito durante gli anni una connotazione settaria al suo metodo. E questo costituiva un serio handicap nel momento del passaggio di questa metodologia nel mondo scientifico.
-   perché era necessario lasciarsi la possibilità morale di fare crescere questo metodo senza prestarsi all’accusa di plagio.

Di fatto, questo insegnamento fu, all’inizio (1992), la replica fedele di quello di Françoise Mézières. 

Dopo il 1995, grandi differenze concettuali e tecniche vennero alla luce e a questo punto non era più corretto dire che la “Ricostruzione Posturale” era il metodo Mézières.
Ma è comunque vero che la “Ricostruzione Posturale” si basa e si origina sull’opera del “Méthode Mézières”.

All’insegnamento iniziale, dispensato dall’Università Pasteur (tre anni), fece seguito un insegnamento post-graduato. Si permetteva ai diplomati di poter seguire l’evoluzione della Ricostruzione Posturale sia tecnicamente che concettualmente. 

Questa formazione continua è organizzata da una associazione internazionale e da organizzazioni nazionali, chiamate “Collège des Praticiens de Reconstruction Posturale”.Questo insegnamento post-graduato è specifico per la “Ricostruzione Posturale”. 

Per poter essere accettati da queste associazioni, partecipare ai continui seminari di formazione ed essere iscritti all’annuario ufficiale dei “Ricostruttori”, i terapeuti si sottopongono annualmente ad una verifica delle loro conoscenze. Tutto questo nel “panorama medico” classico, è piuttosto inusuale.

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